La doppia anima di Luca Tridente 

 

Critica di Denitza Nedkova

« [...] Noi navighiamo in un vasto mare, sempre incerti e instabili, sballottati da un capo all'altro. Qualunque scoglio, a cui pensiamo di attaccarci e restar saldi, vien meno e ci abbandona e, se l'inseguiamo, sguscia alla nostra presa, ci scivola di mano e fugge in una fuga eterna. Per noi nulla si ferma. [...] »

 (Blaise Pascal, Pensieri, 72)

Per Pascal la condizione umana è un continuo moto tra i due abissi dell’infinito e del nulla, e il divertissement è  solo l’allontanamento dalla propria interiorità : Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l'ignoranza, hanno deciso di non pensarci per rendersi felici. Ma è lo stesso filosofo ad affermare: Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero.Sembra di trovarsi davanti a una contraddizione, ed invece è solo la constatazione della natura umana, una constatazione funzionale all’analisi che seguirà sull’operato artistico di Luca Tridente. In effetti il moto ispiratore dell’artista è:Nella pittura vive la mia doppia anima….La convinzione nel carattere della propria esistenza rivela la dedizione, in tutto e per tutto, di Tridente al mondo artistico. La duplicità del suo modus vivendi è condizionata dalla concezione del mondo  sempre in movimento tra l’infinito e il nulla, per perifrasare Pascal. Cosi stabiliti, queste due estremità si attraggono, creando una dinamica che, in questo caso, possiamo chiamare creatività artistica. L’infinito è legato alla spensieratezza puerile, al divertissement inteso come gioco innocente che, nell’incontro con la realtà  crea fratture. La serie di lavori incentrati sulle Fratture dimostrano come la tela è intesa non come superficie pittorica, ma come campo di azione della vita. Le lacerazioni prodotte sono radicali, espresse con forti contrasti cromatici e dislivelli materici. All’astrazione, però, non si arriverà mai. In quanto di vita si tratta. Accanto alle Fratture nascono figurazioni, volti, figure, paesaggi con le stesse caratteristiche: la matericità espressiva e la cromia accesa dell’Informale italiano , le colate dell’Action Painting  ma soprattutto il basso rilevo dell’Oggettivismo. Tridente stesso afferma un autentico bisogno di contatto fisico con il materiale “pittorico”. L’artista stende e modella a mano il gesso, l’elemento principale dei suoi lavori, ribadendo la duplicità dell’ artista-atifex, del pittore - ingegnere che trasforma il rigore matematico, necessario per costruire,  in rigore artistico necessario per raccontare la vita. Il gioco del fanciullo di modellare il gesso si trasforma nell’impegno dell’uomo di illustrare la realtà. Il divertissement pascaliano non allontana da se stessi, quindi, ma contrariamente avvicina le due parti dell’essere nell’equilibrio chiamato Arte.

 

Denitza Nedkova

critica

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